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giovedì 17 gennaio 2013

Un appunto del 1972...


Tra i vecchi appunti ho trovato questo. E' del 1972 e l'autore è A. Mura.

Domani, quando gli apparecchi televisivi non saranno più milioni, ma milioni di milioni, quando ogni stanza possiederà il suo apparecchio tecnicamente perfezionato, con immagini nitide e a colori, e i programmi saranno più vivi e interessanti, e il linguaggio e la tecnica della trasmissione saranno più elaborati e più evoluti; quando anche gli indifferenti e i ritrosi saranno conquistati dal nuovo spettacolo e lo seguiranno tutte le sere, durante e dopo il pasto, come un rito abituale; quando anche gli angoli più remoti delle più arretrate regioni avranno i loro televisori, allora tutta questa massa umana sarà veramente matura per il colpo di grazia.
Questa massa che per milioni di ore, dopo il lavoro faticosissimo della vita moderna, avrà rinunziato a pensare per guardare, rinunziato ad osservare per contemplare, rinunziato a conoscere il proprio simile per compiacersi delle battute di un presentatore, rinunziato a vivere ed a agire politicamente per starsene seduta in poltrona ad accogliere acriticamente una visione della vita già elaborata da altri, questa enorme massa umana, dico non opporrà resistenza se, un bel giorno, si cominceranno a trasmettere una serie di programmi non molto differenti da quelli attuali, ma resi più orrendi dalla stupidità.
Tutta l’umanità potrà così diventare un immenso collegio di imbecilli o di schiavi.

A. Mura

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