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Al fine di mantenere il blog nell'ambito di un confronto civile e costruttivo, tutti i commenti agli articoli espressi dai lettori verranno preventivamente valutati ed eventualmente moderati. La Redazione.

domenica 30 giugno 2013

Quell'acconto Iperf che somiglia al saldo.

Caro Direttore,
da tempo si ritiene che per avere un Fisco più equo sia necessario spostare la tassazione dai redditi ai consumi.
Detto, fatto. Si è preferito rinviare l'aumento IVA trovando la copertura in un “anticipo forzoso” di Irpef, Ires e Irap.
Che sia meglio evitare di toccare l'Iva in un momento come questo è ovvio, ma mi chiedo: è veramente questa la strada da percorrere?
Non ho la presunzione di pensare che sia sbagliato tutto ciò che non riesco a capire.
Forse è sbagliato pensare che nei 150 miliardi di evasione fiscale ci siano tutti i soldi necessari, non solo per evitare aumenti di imposte, ma per arrivare persino a una loro diminuzione.
Forse è sbagliato pensare che in 800 miliardi di spesa pubblica ci siano sprechi che, eliminati, possano dare tutte le risorse necessarie al Paese.
Forse il 100% di qualcosa si chiama acconto e non saldo come ci hanno insegnato.
O forse la matematica è solo un’opinione. Dico forse.

Un caro saluto

Johannes Bückler

30 Giugno 2013 Corriere della Sera - Vedi qui >>>>>

domenica 23 giugno 2013

Dati bancari a disposizione del fisco: serenità o paura?

Caro Johannes,
da domani mattina, lunedì 24 giugno 2013, i dati bancari di tutti i cittadini saranno aperti al Fisco.
Dobbiamo gioirne con serenità o ci assalirà la paura?
Confesso che non provo paura per la novità' e, pertanto, mi trovo a essere estremamente preoccupato.
L'ansia che mi assale, come ho appena detto, non e' per la imminente trasparenza richiesta ai miei movimenti bancari, situazione che non mi impaurisce minimamente, ma per la mia stessa sopravvivenza di "cittadino non evasore".
Da sempre sappiamo che la paura e' una delle emozioni primarie, comune sia alla specie umana, sia a molte specie animali e ha come obiettivo la sopravvivenza del soggetto. Non sarà che non avendo paura che il Fisco venga a curiosare nei miei conti bancari cesserò di essere un contribuente corretto?
Aiutami a capire.
La mia "non paura" dipenderà dalla circostanza che tutto quello che spendo e' frutto del "sudore della mia fronte" sul quale assolvo regolarmente le tasse/ imposte dovute?
Perché non temo di dover conservare giustificativi di spese in modo quasi maniacale?
Forse perché alla fine dell'anno se ho avuto uscite per 100 la mia dichiarazione dei redditi conferma, da sempre, che il mio reddito netto (lordo meno imposte) e' pari almeno a 101?
Johannes, non sarà che senza una "sana paura" diventerò anch'io un evasore fiscale?
Con questo atroce dubbio, attendo una parola di conforto.

Samuel Adams

mercoledì 19 giugno 2013

Quando inizierà la lotta all'evasione fiscale?

Caro Johannes,
da alcuni giorni abbiamo notizia (Dipartimento delle Finanze del Ministero dell'Economia) che nulla e' cambiato, nell'anno d'imposta 2011, sulla situazione reddituale ufficiale degli italiani (reddito dichiarato nel 2012).
Bastino alcuni esempi: gioiellieri 17.300 euro, bar 17.800 euro, taxi 15.600 euro, parrucchieri 13.200 euro, alberghi 18.300 euro. I dipendenti si attestano a 20.020 euro. Tutti valori assai simili a quelli degli anni immediatamente precedenti, tutti valori (salvo i dipendenti) indicativi dell'assurdità della situazione, tutti valori che confermano come, nel nostro Paese, l'evasione fiscale sia tanto enorme quanto tollerata.
Tolleranza radicata nelle stanze del potere (a chiacchiere, chiunque ci passi, si dichiara paladino della lotta all'evasione, ma in realtà i provvedimenti adottati sono sempre di superficie) e, quel che e' peggio, nell'opinione pubblica.
Unica speranza, alla quale, peraltro, credo poco: l'effetto mediatico del blitz di Cortina (e simili a seguire) e il rigurgito di "senso civico" suscitato dal primo periodo del "governo Monti" troveranno eventuale riscontro solo sui redditi 2012 (dichiarazione che e' in procinto di essere presentata).
Aspettiamo con ansia il prossimo anno, così da apprendere se questa società' si sia un poco "evoluta".
Ritornando al "triste" presente, vorrei raccontare due situazioni, assolutamente emblematiche dello "strano mondo" in cui viviamo.
Nella mia città, poco prima del Natale scorso, il più importante quotidiano locale ha dato spazio a un lettore disperato, laureato quarantenne che da due anni aveva perso il lavoro, costretto ad annunciare alle sue due bimbe che non avrebbero trovato alcun regalo sotto l'albero. Ovviamente si e' immediatamente scatenata la solidarietà dei cittadini con i risultati facilmente immaginabili.
La cosa interessante che mi preme evidenziare e' che il laureato/disoccupato, intervistato dal giornale, ha precisato che l'economia della sua famiglia si reggeva sull'unico stipendio della moglie, circa 1.200 euro netti mensili.
Facendo due semplici conti, quel netto mensile corrisponde a un lordo (reddito dichiarato) di circa 18.000 annui: importo sensibilmente più alto del reddito medio dichiarato da albergatori, ristoratori e bagnini della mia città a vocazione prettamente turistica.
A nessuno, giornalisti compresi, e' venuto in mente di confrontare quella che veniva presentata come una situazione limite (padre di famiglia disoccupato), tale da scatenare la solidarietà delle "persone perbene", con quella, altrettanto limite, di una massa enorme di contribuenti (persone altrettanto perbene?) che, a dir poco, dovrebbero vergognarsi di "derubare" la collettività in misura così consistente.
Altro esempio. Alcuni giorni fa, sempre nella mia città, caratterizzata dalla costante difesa delle associazioni di categoria che sovrintendono alla tutela degli interessi degli operatori economici del comparto turistico, in particolare sul fronte della negazione che esista un'anomala evasione addebitabile a questi ultimi, si e' ravvivata una vecchia polemica circa il ruolo dell'economia turistica rispetto a quella manifatturiera.
Ebbene, nel rivendicare una posizione "dominante" del turismo, il presidente di una società' leader, da oltre 30 anni, nelle consulenze del settore turistico ha testualmente affermato che " il fatturato del turismo e' molto più elevato di quello dell'industria e si stima oltre il 50% di sommerso".
Se lo dicono loro...!
In un paese normale, il Fisco andrebbe a chiedere a questo importante personaggio qualche notizia circa le sue affermazioni di addetto ai lavori; in un paese normale, il giornalista non lascerebbe passare la notizia senza un commento; in un paese normale, l'opinione pubblica, tra i quali molti "fessi" che pagano tutte (o quasi) le tasse, chiederebbe conto del perdurare di questa vergognosa situazione.
Già, in un paese normale....
Amico Johannes Buckler, riusciranno i nostri figli a vivere in un paese normale (per noi e' troppo tardi!)?
Cordiali saluti a tutti.

Samuel Adams

lunedì 17 giugno 2013

La poca crescita? Se tutti pagassero le tasse...

“Tutti i nodi vengono al pettine”.
E’ un proverbio che ci ricorda come, prima o poi, si devono pagare le cattive azioni compiute e che (sempre prima o poi) si devono affrontare e trovare soluzioni a problemi sempre rinviati.
E i nodi ora sono tutti lì. Il nodo della corruzione, il nodo degli sprechi nella pubblica amministrazione, la carenza d’innovazione e ricerca, la mancata valorizzazione dei beni pubblici, la lentezza della giustizia civile, la burocrazia asfissiante.
E potrei continuare, ma esiste un nodo che dovrebbe avere la priorità rispetto a tutto il resto: l’evasione fiscale. Evasione fiscale che da decenni carica su una parte del Paese tutti i costi dei servizi.
Ed ecco il nodo venuto al pettine: quella parte del Paese non ne ha proprio più. Qualcuno se ne faccia una ragione: se l’economia fatica a riprendersi è perché abbiamo qualche problema di distribuzione della ricchezza. Punto.
E l’abbiamo perché attraverso l’evasione fiscale qualcuno si è mangiato tutti i polli di Trilussa ossa comprese.
Mi chiedo come sia stato possibile mandare al macero l’art. 53 della Costituzione, sapete, quello che recita “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”?
Che quando dice “tutti” significa “tutti”, non i “soliti”.
(Perplesso quindi nel leggere come prioritario il cambiamento della nostra Costituzione. Che in alcuni punti mostra i segni del tempo, ma mi chiedo: prima di modificarla non sarebbe meglio cominciare a rispettarla?)
E’ chiaro che nella lotta all’evasione le moderne tecnologie informatiche avranno sempre più un ruolo fondamentale. L’interconnessione e lo scambio d’informazioni saranno sempre più indispensabili.
La possibilità di incrociare dati permette non solo di abbracciare una platea sempre più numerosa, ma soprattutto di selezionare un certo tipo di contribuente. E in futuro, più dati si riusciranno a incrociare, più preciso sarà il bersaglio, senza creare disagi a chi oggi fa il suo dovere di cittadino.
Già ora è possibile da parte del Fisco accedere in modo trasparente a una pluralità di Banche dati. Che vanno dal PRA alla Camera di Commercio, dai Dati del Territorio, all’INPS, INAIL, INA-SAIA. Per non parlare di Equitalia e di alcune Banche dati della Guardia di Finanza.
C’è ancora da fare? Sicuramente sì, ma passi avanti sono stati fatti e in molti casi gli strumenti e le metodologie sono già sufficienti.
Bisogna dare attuazione a ciò che abbiamo senza mettere ogni volta in discussione il tutto cercando di ridisegnarlo come fosse una tela di Penelope.
E’ chiaro che un occhio di riguardo dovrà essere posto alla privacy dei contribuenti. L’accesso ai dati deve essere concesso con le dovute cautele e garanzie.
Con la speranza che un giorno qualcuno capisca finalmente perché bisogna pagarle queste benedette tasse. Insegnandolo poi ai loro figli.
O mangiando semplicemente il 45% del loro gelato, oppure spiegando loro perché potranno per molti anni andare a scuola gratis.
A volte, è solo questione di punti di vista.

Un caro saluto

Johannes Bückler

17 Giugno 2013 Corriere della Sera Economia - Vedi qui >>>>>

domenica 9 giugno 2013

Falsi invalidi? Un crimine contro chi soffre realmente.

Caro Direttore,
non passa giorno senza che qualche non vedente venga pizzicato alla guida di un’automobile o qualche “totalmente impossibilitato a muoversi” venga sorpreso a fare jogging.
Riportate come truffe ai danni dell’INPS in realtà sono veri crimini contro chi invalido lo è veramente.
Mentre qualcuno è in carrozzina e lotta quotidianamente con la vita, qualcun altro gli toglie risorse fingendosi cieco, sordo o inabile.
Fatti che raccontano molto di questo Paese.
Dove qualcuno fatica ad arrivare a fine mese, paga le tasse e qualcun altro si finge povero, gira in Suv e si fa pagare la mensa del figlio a scuola.
Dove qualcuno s’impegna, studia, fa sacrifici, ma al momento del dunque trova sempre qualcuno che lo scavalca senza merito.
Dove se sei bravo e pure onesto rischi di chiudere la tua attività, perché in fondo mica è necessario lavorare bene se hai un buon commercialista.
Un Paese dove se qualcuno s’indigna per queste ingiustizie c’è sempre qualcun altro che dice che non sono questi i veri problemi del Paese.
Certo, come no.
Che lo vada a raccontare a chi sta su una carrozzina, poi ne riparliamo.

Un caro saluto

Johannes Bückler

05 Giugno 2013 Corriere della Sera - Vedi qui >>>>>

giovedì 6 giugno 2013

La paura del "liberi tutti" e il passo indietro dei sindaci gabellieri.

Caro Direttore,
“I comuni accolgono con favore la proroga che rinvia di 6 mesi il passaggio alla riscossione diretta dei tributi, approvata con un emendamento al Dl Pagamenti, dal Senato”.
E così, per quanto riguarda Equitalia, va in onda l’ennesima proroga visto che sono due anni che si rimanda.
Ma come. Non erano loro (i comuni) a fianco dei poveri contribuenti martoriati dal fisco ma col braccino corto quando si tratta di pagare?
Cosa sono state quelle reazioni spaventate una volta abbandonati dall’odioso esattore?
Non sarà che si è capito (meglio tardi che mai) che si correva il rischio di perdere milioni di euro di multe non pagate o tasse rifiuti non versate?
Non sarà che si è scoperto che un qualsiasi nuovo ente non potrà essere più umano poiché, per quanto riguarda la riscossione, ci sono leggi severe al riguardo e da lì non si scappa?
Si è capito forse che indire un bando di questo genere ha una certa qual complessità?
Ci si è accorti solo ora che per creare una società in house bisogna capitalizzarla con qualche soldino?
I contribuenti onesti accolgono quindi con favore questo ennesimo slittamento. Il rischio era che per alcuni tributi si concretizzasse il “tana liberi tutti”.
Tutti? Proprio tutti no. I soliti, come sempre.

Un caro saluto

Johannes Bückler

05 Giugno2013 Corriere della Sera - Vedi qui >>>>>

lunedì 3 giugno 2013

Rottamare Equitalia? Ecco un altro spreco.

Caro Direttore,
stop ai ruoli: i comuni non possono più inviare pratiche a Equitalia; da qui in avanti mancano i tempi tecnici per procedere alla riscossione.
Dal 1 luglio i comuni dovranno trovare un’alternativa ma, viste le evidenti difficoltà, l’Anci chiede un’ulteriore proroga.
In pratica una proroga della proroga della proroga, visto che sono due anni che si continua a rimandare.
I comuni stiano tranquilli: Equitalia, ne sono certo, non li lascerà a piedi nemmeno questa volta.
Ma da cittadino mi chiedo: in futuro, che fine faranno i 2mila dipendenti che in Equitalia si occupano della riscossione per conto dei comuni?
E le loro competenze e la loro professionalità?
L’Anci vuole creare una nuova società per i comuni che non possono fare da soli. Assumeranno personale fa formare ex novo ritrovandoci a dover pagare sia i dipendenti di Equitalia sia i dipendenti della nuova società?
Non sarebbe opportuno allora trasferire quel personale da Equitalia alla nuova società compreso tutto il software acquistato a suo tempo?
In un periodo come questo che facciamo, disperdiamo competenze e sprechiamo soldi pubblici?
Se le norme applicate da Equitalia, aggio e quant’altro non si ritengono adeguati, perché non si cambiano invece di buttare via tutto?
Norme e leggi dello Stato si noti bene. Che senso ha cambiare il medico se alla fine la medicina è la medesima?
Pensiamoci bene, anche se, come scrisse Bernard Grasset, “la soluzione del buon senso è sempre l’ultima a cui pensano gli esperti”.
Purtroppo.

Un caro saluto

Johannes Bückler

02 Giugno 2013 Corriere della Sera - Bergamo - Vedi qui >>>>>