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martedì 27 agosto 2013

Imu, basta con il teatrino e paghiamo.

Caro Direttore,
qualcuno è riuscito nella fantastica impresa di far pagare volentieri una tassa.
Infatti, purché finisca questo teatrino, molti italiani sarebbero disposti a pagarla l’Imu, e anche con piacere.
Magari persino qualcuno di quel 25% di cittadini esentati.
Perché non è possibile che da mesi il dibattito politico sia bloccato su questa imposta. Non è possibile che un giorno la paghiamo, un giorno no, un giorno forse, e un giorno chissà, magari, vedremo.
Una tassa, è bene dirlo e con le dovute correzioni, (forse l’unica fra le tante) che ha in sé un minimo di equità.
Infatti la pagano molti evasori, e già basterebbe questo. (Incrociando i dati dei contribuenti Imu stanno infatti venendo alla luce proprietari di decine d’immobili dimentichi di come si compila una dichiarazione dei redditi).
Comunque diteci finalmente cosa dobbiamo farne di questa benedetta imposta.
Per i provvedimenti sul lavoro, sullo sviluppo, sugli sprechi, sulla riduzione di spesa, insomma sui problemi veri di questo Paese, fate pure con calma. Senza fretta.

Un caro saluto

Johannes Bückler

27 Agosto 2013 Corriere della Sera - Bergamo - Vedi qui >>>>>

sabato 2 marzo 2013

E lo chiamavano governare. (2)


13 Gennaio 1983
Oggi, nella sede della stampa estera, conferenza stampa importante.
Il presidente dell’INPS Ruggero Ravenna sta illustrando la situazione del suo istituto.
Ravenna proviene dalla UIL e ha seguito l’iter di approvazione dello Statuto dei Lavoratori.
Anche se nessuno lo dice, Ravenna è stato chiamato per correggere lo sfascio del sistema pensionistico.
E la conferenza stampa lo conferma: “I problemi finanziari dell’Ente non dipendono da incapacità degli amministratori o da una cattiva gestione. Fino a quando l’Inps sarà obbligato a erogare prestazioni senza prevederne la copertura, non saremo in grado di risanare le finanze”.
E ancora “La pratica assistenziale, la cassa integrazione straordinaria, le indennità di disoccupazione e quelle di malattia le cause delle grosse difficoltà finanziarie dell’INPS”.
Per la cronaca dal 1979 al 1981 le denunce di malattia si sono raddoppiate, passando dai 17 giorni pro-capite ai 32 giorni pro-capite. Altro dato allarmante. In Inghilterra su 55 milioni di abitanti ci sono 7 milioni di pensioni. In Italia (con 56 milioni di persone) le pensioni sono 15 milioni.
Ma è la conclusione di Ravenna che spiega molte cose. ”Il sistema pubblico delle pensioni rimane sempre il migliore rispetto a qualsiasi privato: noi facciamo prestazioni, spesso, anche senza la contribuzione. Vorrei vedere come si comporterebbero le compagnie private di assicurazione se fossero costrette a pagare le rendite senza riscuotere i premi”.
Già, avete letto bene.
Dio solo sa quanto potrà reggere un sistema che paga pensioni senza riscuotere i contributi.

Goria ha chiamato Carlo Azeglio Ciampi, ma il governatore della Banca d’Italia non vuole sentire ragioni.
Di tappare ancora una volta il buco (i 2000 miliardi fuori fido) non ne vuole sapere.
E lo si può capire. Troppe volte ha chiuso un occhio, troppe volte ha permesso uno sconfinamento provvisorio, ma è giunto il momento di rimarcare la propria autonomia.
D’ora in avanti sarà lui a decidere la politica monetaria, a decidere quanta moneta stampare, mettere in circolazione e a quali interessi prestarla.
Le aste dei titoli di Stato vanno malissimo, ma non si può continuare a comprare Bot e Cct invenduti.

E adesso che fare, pensa Goria.
Si deve rientrare entro 20 giorni, accidenti.
Tributi ne entrano, certo. Fra l’altro è appena stata varata una nuova stangata con nuove tasse.
Le vittime prescelte di questa volta sono stati gli acquirenti, i venditori e i produttori di televisori e apparecchi elettronici di ogni genere.
Beni voluttuari dicono, con una tassa del 16% sulle vendite.
La cosa fa ridere (o piangere) perché sono stati appena varati 220 miliardi per il rilancio dell’elettronica.
Va beh, lo chiamano o non lo chiamano governare?
E poiché la casa è sempre la casa ecco pronte due nuove tasse: la Sicof e l’Ilor decennale.
Poi un bell'aumento del superbollo diesel.
Dimenticavo. Aumento del bollo sugli accendini d’oro e di platino che passa da 1500 Lire a 42.000 Lire.
E poteva mancare un nuovo condono?

Già, i condoni.
6000 miliardi incassati nell’anno dimostrano quanto sia diffusa l’evasione fiscale.
E la solita scusa: la pressione fiscale al 35% è troppo alta, dicono.
Chissà cosa diranno quando arriverà (e arriverà ) al 45%.
Il problema che questi non pagherebbero le tasse nemmeno se la pressione fiscale fosse al 5%.
Questione di DNA.
Su quest’argomento pochi giorni fa la Corte dei Conti è stata chiara nella Relazione sul rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario: “Il peso in tutti i sensi crescente dell’imposizione diretta, ed in particolare dell’imposta sul reddito, rende sempre più intollerabile la presenza, anche in tale ambito, di aree di massiccia evasione, al cui recupero, secondo valutazioni notoriamente diffuse in ampi strati dell’opinione pubblica, dovrebbero essere finalizzate ormai in via prioritaria le scelte di politica tributaria. E ciò nell’ottica non soltanto di assicurare all’erario una quota aggiuntiva di tributi, probabilmente assai considerevole. Ma anche e soprattutto di garantire l’ulteriore accettabilità del sistema”.
Tradotto: ci sono un sacco di evasori e chi paga le tasse anche per loro, non ne ha più.
E siamo nel 1983.
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L'enorme debito pubblico che abbiamo (che blocca il Paese) non è la conseguenza di chissà quali oscuri complotti, ma il risultato matematico dell’operato di governi con la complicità di buona parte del Paese.
Quei governi stavano mangiando il futuro dei nostri figli e a tutti stava bene.
Proprio a tutti no, ma questa è un'altra storia.

Johannes Bückler

E lo chiamavano governare. (1) (2) (3)

sabato 17 novembre 2012

Caccia all'evasore in Germania.


Solo per segnalare che qualcosa di diverso c'è proprio tra noi e loro (i tedeschi) : da noi, se ho ben capito, la magistratura si è affrettata a dire che la lista Falciani non può essere utilizzata perché frutto di un furto (nella lista c'era forse qualche nome italiano un po' imbarazzante?).
Da loro hanno attivato i servizi segreti, hanno comprato le liste di tedeschi col conto in Svizzera, e li trattano (gli evasori) come (forse) vanno trattati, e le procure sembra siano più preoccupate dei reati più gravi, e meno preoccupate dei reati meno gravi, anche se meno redditizi in termini mediatici.
E' temino che andrebbe forse trattato anche dal più autorevole o diffuso giornale italiano o no ?
Il diritto, nel nostro paese, così come è praticato, è forse una delle cause del nostro Stato miserando?
Nel momento in cui il processo e il diritto processuale, è strumento per sostenere il reddito degli avvocati, che rimedio potrebbe esserci per trasformarlo invece in strumento di giustizia?
Non sarebbe questa una bella idea?
O no, è invece una cattiva idea?
E' possibile che nella patria del diritto nessuno ricordi che "summus ius saepe summa malitia est"?
La citazione è tratta da Terenzio, circa 2000 anni fa.

A proposito di tasse, i lettori del Corriere forse non sanno (sono un lettore distratto del Corriere, e certamente ignorante) che in Svizzera si paga una "tassa annuale sul patrimonio" che funziona così: ingloba anche l'ICI locale, ed ingloba tutte le proprietà e tutti i patrimoni mobiliari che un residente in Svizzera ha nel mondo.
L'ICI prima casa e l'ICI su tutte le altre case, viene pagata dando alla prima casa (con lo sconto del 40%) ed a tutte le altre case, un "valore locativo" autodichiarato (a quanto potrei affittare questa casa oggi ?) che viene sommato agli altri redditi.
Vi è quindi una tassazione progressiva basata sul reddito che potrebbe produrre la casa se affittata.
Più o meno la stessa cosa per gli USA, che chiedono ai propri cittadini di dichiarate tutto quello che possiedono nel mondo.
Anche l'equivalente ICI in Usa funziona sulla base di un valore attuale del bene.
Sarebbe il caso di spiegarlo anche ai nostri politici e magari ai lettori del Corriere, che insistono per abolire l'ICI, seguendo in questo le tracce di un ex presidente del Consiglio che ha vinto le elezioni del 2008 abolendo l'ICI senza avere i soldi per rimpiazzarla nei conti dei comuni?
Perché non fate una piccola ricerchina: far vedere cosa paga di ICI prima casa uno di Zurigo, di Berlino, di Londra, di Parigi, di Denver, e un milanese, su un appartamento prima casa di 100 metri quadrati?
Sarebbe utile per una campagna elettorale forse un po' più informata!
I giornali non sono irrilevanti, se vogliono non esserlo. O no ?

Alberto Carzaniga

lunedì 24 settembre 2012

Condivisione e proposte.


Egr. Sig. Bückler,
ho letto la sua Lettera “La ricchezza degli italiani e i tesori (nascosti) al Fisco” pubblicata sul Corriere della Sera venerdì 21 settembre 2012.
Vorrei esprimerLe un mondo di condivisione rispetto a quanto da Lei denunciato, ma pare ovvio e scontato, dal momento che appartengo a quella maggioranza di salariati (con speranza di conservare nel tempo il proprio lavoro…) dai cui redditi lo Stato preleva il necessario per il sostentamento della nostra Società.
Piuttosto desidererei chiederLe, con grande umiltà, se potesse fare da eco ad una semplice (oserei dire quasi “banale”) proposta per indicare una possibile strada – quanto mai lapalissiana – per cercare di far “contribuire” tutti al sostentamento della nostra Società.
Taglio corto, risparmiandole retorica e divagazioni introduttive – persuaso del fatto che se vorrà/potrà pubblicizzare quanto segue, saprà farlo certamente meglio di me -: eliminiamo – magari progressivamente – il danaro contante, facciamo in modo che tutto il “danaro” utilizzato per acquistare/remunerare qualsiasi cosa (dai titoli di borsa al pane, dalle prestazioni di artigiani, liberi professionisti alle prostitute, dalla frutta e verdura delle bancarelle del mercato alla droga, dalle ripetizioni degli insegnanti alla questua etc etc etc) possa essere “tracciato” e come tale rintracciabile (da chi spende a chi guadagna), dando mandato e possibilità al Fisco di interrogare tutti i movimenti bancari per accertare l’entità dei “flussi” di danaro che vi transitano, da dove originano a dove finiscono.
Ritengo che con le tecnologie attuali tutto ciò sia più che possibile, non so quanto semplice, ma certamente possibile.
Fatto ciò, potremmo eliminare tasse, IVA, accise varie e stabilire dei criteri di prelievo fiscale più equi e distribuiti, funzione degli effettivi redditi, magari con esenzioni per gli investimenti in ricerca e sviluppo etc etc etc.
Certo, occorrerà progressivamente aiutare le persone anziane o le persone meno preparate all’uso dei bancomat e carte di credito, occorreranno disposizioni normative a sgravio dei costi per l’uso di tali strumenti etc etc (quisquilie in rapporto all’enorme gettito che riemergerebbe dal “sommerso”).
Parallelamente occorrerà far riemergere – e qui probabilmente risiede uno degli aspetti nevralgici della rivoluzione – importanti, per volumi di danaro sottratti dalla tassazione, “traffici illeciti”, per citarne un paio ad esempio: prostituzione e droghe.
Inutile incagliarsi sulle solite questioni moralizzanti di filiazione cattolico-cristiana o altro: droghe e mercificazione del sesso accompagnano l’uomo dacché esiste sulla terrà e finché razza umana sopravviverà.
Non ci si può porre come unico obbiettivo quello di perseguire tali attività, relegandole al “sommerso” e come tali assicurando enormi e cospicui introiti alla malavita e non vado oltre….
L’obbiettivo che una Società matura, come quella in cui dovremmo trovarci, si dovrebbe porre è quello di educare i giovani a costruire e proteggere la propria libertà e a trovare ricreazione, soddisfazione e appagamento nello studio, con il lavoro, nell’amicizia, con lo sport etc etc.
Dopodichè se un adulto scientemente e coscientemente decide ugualmente di far uso di stupefacenti o di trovare/offrire sesso a pagamento deve poterlo fare pagando il proprio contributo alla collettività, in modo che la stessa disponga delle risorse necessarie per eventualmente curarlo quando e se ne avrà bisogno.
Non mi dilungo oltre (di dipendenze ed alienazioni umane v’è ne sono tantissime, spesso con epiloghi tragici e costose per la collettività, forse potenzialmente poco redditizie per la malavita, o forse non “sottraibili” dal comune commercio….)
Basta con numeri e percentuali, basta con la esausta caccia alle streghe di chi porta i soldi nei paradisi fiscali o li tiene nascosti nel materasso, se volessimo colpire gli evasori e far pagare anche a loro un giusto contributo potremmo farlo sollevando la coperta che – con la connivenza della classe politica e dirigente generale di tutto il paese – viene abilmente tenuta sottesa sul mondo “sommerso”, sollevando di tanto in tanto un “lembo” giusto per illuderci che “lo stato”, “la democrazia” etc etc stiano combattendo…
Eliminate il danaro contante, tracciate i nostri conti - chi guadagna soldi onestamente non ha alcunché da temere - solo così si potrà arrivare ad una più equa ripartizione del “contributo” (non lo chiamerei più a quel punto “tassazione”) sociale.
Con tutto ciò, chi avrà comunque voglia o possibilità e capacità di lavorare di più o di esprimersi in lavori più particolari e difficili o complessi (medici, attività professionali di alto livello etc) potrà comunque guadagnare di più: non è una politica di appiattimento e livellamento della società, né una falsa meritocrazia… solo una “trasparente” ridistribuzione della contribuzione al sostentamento della Società, che va cmq risanata sotto tanti altri aspetti (sprechi, efficienza etc etc).
Poi se proprio qualcuno vorrà eludere le tasse, cosa sarà mai un pollo o una dozzina di uova offerti in cambio di una lezione privata, piuttosto che di una riparazione idraulica o una detartrasi….. Forse torneremo a misurarci con “valori” reali delle nostre attività….
Nella speranza che quanto sopra non resti lettera morta, ma possa arricchirsi dell’opinione altrui e quanto meno trovare un giusto eco che aiuti a destare le persone dal torpore delle ovvietà a cui siamo assuefatti… cordialmente La saluto e La ringrazio.
Andrea Ponzio

venerdì 14 settembre 2012

Evasione fiscale: occorre fare gli opportuni distinguo.

Caro Johannes,
le tue riflessioni nella "serata d'evasione" che ti sei concessa, con relativa "fotografia a colori", sono tutte molto accattivanti nella forma e puntuali nella sostanza.
Il mio punto di vista (qualche Buckler,in passato, ci aveva accusati di essere troppo in sintonia di pensiero!), peraltro, in alcuni passaggi, si allontana dal tuo, ritenendolo troppo generalizzante.
Analizzando l'elenco delle concrete fattispecie richiamate, tutte connotate da comprovate e storiche "fasi patologiche" che coinvolgono ognuno di noi nei rispettivi "quotidiani", nessuno potrebbe darti torto.
Se l'evasione fiscale fosse risolvibile semplicemente facendo appello all'etica, dovremmo dire che tra il dipendente turnista che "arrotonda" con qualche lavoretto in nero e il bagnino romagnolo che nel 2010 ha mediamente dichiarato un reddito complessivo lordo di 8.900 euro non esiste alcuna differenza.
Personalmente non riesco a convincermi che rubare una mela e rubare un milione di euro sia la stessa cosa.
Ne consegue che anche tra gli evasori e i vari modi di evadere a mio avviso, occorre fare dei distinguo.
Tra il turnista da te evocato e il mio bagnino la profonda differenza e' questa: il primo, immaginando che possa realizzare in nero compensi per circa il 20% del proprio stipendio, di fatto si autoriduce la propria aliquota media di tassazione e si troverà, all'incirca, a fare i conti con un carico fiscale piu' "umano" (al riguardo ricordo che uno degli alibi piu' ricorrenti adottato dagli evasori e' quello di sostenere che le aliquote sono troppo alte); il mio bagnino, al contrario, non ha alibi: dichiarare mediamente 8.900 euro lordi (valore pressoché corrispondente al netto, dato che il carico fiscale a questi livelli e' prossimo allo zero) significa che piu' che di 'evasione da sopravvivenza' si tratta di 'evasione da parassitismo', cioè cosciente volontà di trasferire agli altri "fessi" che pagano le tasse l'onere che spetterebbe a ogni cittadino "quale diritto di appartenenza alla collettività" oltre, evidentemente, a far gravare sulle spalle dei contribuenti onesti quota significativa del proprio "tenore di vita".
I distinguo sarebbero ben piu' numerosi, ma non voglio annoiare.
Nei confronti dell'evasione fiscale, resta peraltro inteso, sono per la tolleranza zero e, personalmente, non mi concedo "sconti" e "deroghe".
Ma l'entità del fenomeno mi induce a ritenere che, pragmaticamente, dovremo accontentarci di procedere per tappe.
A mio avviso la prima deve necessariamente essere quella che impone a ogni cittadino di sostenere un tenore di vita consono ai redditi dichiarati: diversamente i suoi consumi e, peggio, i suoi lussi li paga il contribuente onesto.
Questa situazione non assomiglia per niente a un modo civile di condividere l'esistenza all'interno di una collettività.
Attivare un sistema di controllo che consenta di monitorare le spese di ognuno di noi nell'arco dell'anno, nell'era dell'elettronica, e' impresa tutt'altro che impossibile.
Ringrazio per l'eventuale ospitalità e a presto risentirci.
Samuel Adams

lunedì 7 maggio 2012

I municipi e quei ritardi sugli evasori.

Caro Direttore,
mala tempora currunt. Corrono tempi duri, ma mettiamo un punto fermo.
Entrare in un ufficio pubblico con un fucile in mano non è giustificabile senza se e senza ma. Punto.
Non si può però non ammettere che ci sono dei distinguo da fare tra chi evade scientemente e chi invece non riesce a pagare le tasse perché in difficoltà.
In questo Paese manca quello che è comune nel mondo: la valutazione dell’intenzionalità di evadere.
E’ quello lo spartiacque tra un artigiano che non riesce a pagare le tasse e chi invece si prende beffe dello Stato utilizzando servizi senza dare niente in cambio.
Negli altri Paesi lo spartiacque ha delle conseguenze ben diverse.
Tollerante con chi è in difficoltà, meno tollerante (per dire un eufemismo) con chi evade deliberatamente.
Invece per anni siamo vissuti dentro un film, dove non solo una parte del paese ha utilizzato risorse pagate da altri, ma ha avuto nella politica una prima fila privilegiata. E che dire dei comuni.
Pure loro ci si sono messi. Al grido di “liberiamoci di Equitalia” si assumono atti di eroismo questi sì all’amatriciana. E mi chiedo. Perché non hanno applicato la legge 166/2011 che stabilisce che i Comuni non debbano più servirsi della società creata da Agenzia delle Entrate e Inps per la riscossione nazionale dei tributi?
Perché hanno chiesto una proroga fino al 2013?
Perché quasi nessuna amministrazione si è mai mossa in tal senso?
Forse per il fatto che lasciare a Equitalia il lavoro sporco fa comodo un po’ a tutti? E quanti comuni hanno stipulato con l’Agenzia delle Entrate il patto anti evasione?
Chi meglio di loro saprebbe fare dei distinguo tra veri evasori ed evasori in difficoltà?
E perché non si comincia a pensare di confiscare i beni ai veri evasori destinando queste risorse per aiutare le imprese in difficoltà?
Caro direttore, non esiste giustificazione per chi pensa di usare la violenza per ottenere giustizia, ma non tiriamoci indietro come sempre, perché quando accadono queste cose un po’ colpevoli lo siamo tutti noi.
Un caro saluto

Johannes Bückler

Johannes.buckler@email.it

Corriere della Sera 5 maggio 2012. 


mercoledì 1 febbraio 2012

In difesa di un vip presunto evasore.

Caro Johannes,
Il Bückler pensiero, come lo intendo io, deve essere intellettualmente integerrimo. Mi sento, pertanto, di spezzare una lancia a favore del "povero" Laurenti, messo alla gogna per una presunta evasione Irap.
A dire il vero, l'informazione principale che gira nei media riguarda il sequestro nei suoi confronti, da parte di Equitalia, di alcuni immobili di considerevole valore, giusta "reazione" al mancato pagamento di debiti (per Irap) sanciti da sentenza di Commissione Tributaria.
Vorrei sottolineare che c'e evasione e evasione: nel caso in commento, i redditi sono dichiarati, tutto avviene alla luce del sole, ma il contribuente ritiene di non dovere l'Irap, trattandosi di attivita' (per Laurenti, artistica) svolta in modo squisitamente personale, senza il supporto di alcuna autonoma organizzazione.
Segnalo che il mitico Fiorello, dopo essere stato soccombente davanti al giudice di merito, ha ottenuto ragione in Cassazione, siamo nel 2008, proprio per questione analoga.
In questo clima di giusta caccia agli evasori totali, ai vari furbetti del quartierino, e' opportuno mantenere lucidità.
Il problema vero potrebbe essere quello se il nostro Laurenti abbia dichiarato nel tempo redditi di livello tale da consentirgli la costituzione di un patrimonio di cosi' significativa entità.
Se così non fosse, mi auguro la massima severità dal Fisco.
I Bückler, pero', capiscono e rispettano la differenza.

Saluti a tutti.

Samuel Adams

martedì 10 gennaio 2012

Finalmente abbiamo i colpevoli!!!

Buon giorno amici del blog,
finalmente il dottor Monti ha individuato che i colpevoli, cioè chi ha rovinato gli italiani, continua a mettere le mani in tasca rubando risorse, impedisce lo sviluppo, ha causato questa crisi, sono gli EVASORI.
Un grazie per aver individuato questi responsabili!
E' stato un colpo di genio, quasi quasi noi cittadini comuni e che non capiscono stavamo pensando che una pubblica amministrazione colabrodo che brucia gran parte di quanto il cittadino versa con le tasse anni di tangenti e di ruberie sui conti pubblici, una classe politica di incapaci atti solo a depredare pubbliche risorse con costi inaccettabili alla collettività, assurdi privilegi di politici eletti da una legge elettorale che premia i mediocri, lavori pubblici con appalti fuori controllo e spese decuplicate rispetto a una gestione privata degli stessi, costi di un apparato statale che da sempre è fuori controllo e premia consensi elettorali e non effettivo bisogno, regime bancario privato che crea utili a pochi e danni a tutti con tassi e commissioni che inventa a piacere costi del denaro e credito alle imprese oggi inesistente perché si privilegia il virtuale al reale, arroganza delle banche che condizionano la politica a loro vantaggio e chi ha altro lo aggiunga per puro diletto letterario ma avete letto bene stamattina i colpevoli della crisi sono gli evasori.
Grazie dottor Monti di averci illuminato le menti.

un Buckler propositivo

sabato 7 gennaio 2012

Dagli all'untore...

Buongiorno e Buon anno,
ho letto gli ultimi interventi nel blog con un po' di stizza e polemica nei suoi confronti.
In passato Lei aveva più volte scritto che è un appassionato nella storia e nella storia troviamo risposte alle domande che ci poniamo nel nostro presente e riguardo al nostro futuro.
La storia ci insegna che per distrarre la gente dai veri problemi e dalla ricerca dei veri colpevoli nelle crisi che si sono succedute nelle varie epoche si sono sempre cercati dei colpevoli fasulli da mettere alla gogna e al pubblico disprezzo.
Oggi i colpevoli fasulli di questa crisi sono gli evasori, si va a Cortina, si riempiono le pagine dei giornali con roboanti notizie di super fuoriserie di proprietà di gente che dichiara cifre irrisorie al fisco e dei commercianti e hotel che non emettono scontrini e ricevute.
Cosi' il popolo ha gente da odiare, colpevoli da ghigliottinare, degli untori da bruciare, dei cristiani da far mangiare dai leoni.
Caso strano questa indagine proprio quando il tiro del popolo alla ricerca di un perché di questa crisi si stava indirizzando contro Stato, per apparati di pubblica sicurezza e giustizia praticamente inesistenti con leggi antiquate e che proteggono i malavitosi, verso una classe politica portata a governare da una legge elettorale che privilegia i mediocri e i portaborse con privilegi assurdi e costi alla collettività fuori da ogni logica e le banche che governano a loro piacere le politiche economiche, libere di fare e disfare senza alcun controllo e con costi ai cittadini che sono oramai da usura.
In ginocchio in passato era stato chiesto allo Stato da parte di cittadini, operai, pensionati, agricoltori, commercianti, artigiani, industria li di estendere la partita doppia a tutti indistintamente per combattere l'evasione fiscale. Fatturare tutto e detrarre tutto, cosi' si combatteva una volta per tutte questo male che erode risorse alla collettività.
La risposta nei tempi è sempre stata no da parte dello stato perché chi governa è avvocato, notaio, medico, categorie a cui questa norma toglierebbe risorse non quantificabili dal fisco.
Controlli egregio signor Bückler chi è il commercialista di quei signori di Cortina, magari scoprira' che sono sono dipendenti di uffici collegati al ministro delle finanze, sono loro che fanno le regole per detrarre spese e costi a loro piacere.
Resta il fatto che almeno la dichiarazione la fanno, sono gli evasori totali la vera piaga e chi ha capitali immensi truffando e rubando a imprese sane, sfruttando concordati fasulli, assegni a vuoto, truffe, finti fallimenti, altro, tanto lo Stato non tutela e non esiste quando deve dare sicurezza al cittadino imprenditore.
Continuerei ma sono troppo deluso.

La saluto

un Buckler padano

lunedì 12 dicembre 2011

Lo scudo fiscale e i patti da rispettare.

Caro Johannes,
Nessuno meglio di te sa che sono dalla tua stessa parte.
Ciò non significa, peraltro, che, ferme le questioni di principio e gli obiettivi di fondo, la si debba pensare, sempre, allo stesso modo.
Voglio qui proporre il mio punto di vista in ordine alla ulteriore "tassazione" dei capitali "scudati" che appaiono a molti come il "salvadanaio" da dove attingere per coprire quanto mancante per far quadrare i conti all'interno di un nuovo assetto da dare ad alcuni aspetti della manovra (tra i quali, il più importante, appare il limite delle pensioni da indicizzare).
L'argomento e' oggetto di molteplici commenti e la posizione di molti Buckler decisamente chiara: i patti tra Stato e cittadini sono stati infranti tante volte che una in più non farebbe gridare allo scandalo.
Da Buckler mi permetto di dissentire: c'e' patto e patto, come Buckler sogno una società dove le regole siano rispettate da tutti e le eccezioni per "motivi di ordine superiore", per problemi di "salute pubblica" non possano essere banalizzati e inflazionati come appare, a mio modesto parere, la circostanza che qui si invoca.
L'apparente "anomalia" del punto di vista di un Buckler doc quale mi sento (orgogliosamente) merita un minimo di giustificazione che provo a rappresentare.
Non aiuta a "calarsi nella parte" la considerazione che la tassazione originaria (pochi punti percentuali) fosse decisamente inferiore a quella praticata da altri Paesi.
Sul punto, infatti, giova ricordare che quegli stessi ordinamenti "esosi" sono assai severi e asfissianti nei confronti dell'evasione, molti riempiono le proprie galere con gli evasori fiscali e i detentori di capitali illeciti all'estero hanno buone probabilità di essere scoperti (con annesse conseguenze appena ricordate).
Maggior rischio comporta, evidentemente, maggior costo della regolarizzazione.
Per gli italiani, come sempre, il discorso dei rischi e' (e, soprattutto, era, ai tempi dei vari scudi) completamente diverso, cioè del tutto teorico.
Non dimentichiamolo: non e' stata l'insipienza o, peggio, il "conflitto di interessi" del Ministro delle Finanze a fissare aliquote basse, ma la consapevolezza che il normale "dare/avere" del provvedimento, attentamente soppesato dai potenzialmente interessati, avrebbe portato gettito (incassarlo interamente e' problema diverso che esula da questa sede) solo con un onere adeguato, cioè relativamente basso.
Che l'appetibilità fosse limitata lo conferma la circostanza che, malgrado la bassa aliquota, tanti capitali sono rimasti all'estero senza alcuna regolarizzazione.
Dicevo che questo tipo di patto non può bellamente essere disatteso (ovviamente prescindo da qualsiasi considerazione di tipo morale o, peggio, etica sui titolari di capitali all'estero, molto spesso evasori fiscali ovvero, nelle espressioni peggiori, delinquenti comuni, mafiosi e affini).
Ritengo che, una volta assunta la decisione di venire a patti con chi ha infranto le norme, la REGOLA che governa detto accordo non possa essere infranta a posteriori.
Il perché? Lo stesso che impone la tregua per raccogliere morti e feriti in tempo di guerra, il rispetto dell'incolumità garantita al nemico che si avvicina sventolando bandiera bianca.
Da bambino, affascinato dai film western, rimanevo perplesso quando vedevo personaggi che si sparavano contro prima, poi dialogavano pacatamente sotto il "vessillo bianco" per tornare a tentare di uccidersi reciprocamente un attimo dopo il tentativo di dialogo.
Solo una volta ho "apprezzato" un personaggio che dalla sua postazione e avendo di fronte l'avversario disarmato ma con un fazzoletto bianco in mano, venuto meno ogni tentativo di accordo si rivolgeva all'antagonista, ancora protetto dal segno di tregua, chiedendogli "come pensi di tornare al riparo senza che io ti spari?".
Crescendo ho capito che ci sono "convenzioni" tra gli umani che non ammettono deroghe.
Se un pentito di mafia collabora, ottiene benefici stabiliti dalle legge.
Può essere inaccettabile, apparire ripugnante, ma il compromesso ha una sua "nobile" finalità. Mai si potrebbe pensare di infrangere queste disposizioni a discrezione.
Tranne in quel film di cui non ricordo il titolo, nemmeno nel far west si osava mettere in dubbio la valenza dei principi base.
L'ho fatta anche troppo lunga, ma voglio ribadire che lo scudo e le sue regole ormai sono state scritte, non si può tornare indietro con la constatazione che chi lo ha utilizzato non meritava tanta benevolenza: se cosi' la si pensava lo si doveva dire subito, al momento di fissare la regola, oggi e' troppo tardi.
Facile immaginare l'immediato contenzioso per la possibile incostituzionalità di una disposizione che prevedesse qualcosa di diverso da una imposta di bollo quale quella attualmente prevista.
Gli evasori vanno stanati, fino ad oggi non ritengo si sia fatto con convinzione e con la necessaria "volontà politica".
Su questi aspetti, peraltro, la manovra contiene passaggi assai efficaci e innovativi. La lotta deve esse feroce ma corretta.
L'obiettivo di abbattere l'evasione fiscale e' vitale per la nostra società e ci deve far accettare limitazioni alla consueta "libertà di movimento" e alla privacy, ma pur sempre all'interno di regole precise che, da entrambe le parti, dovranno essere puntualmente rispettate.

Samuel Adams

mercoledì 7 dicembre 2011

Quattro spiccioli chiesti agli evasori. Il resto pagato dai soliti noti.

Caro Direttore,
quasi al termine di quella che generalmente viene definita "luna di miele" conosciamo i contenuti della manovra, che stante le cose, sarebbe meglio tornare a chiamarla "stangata" non crede?
Però ci è stato detto che la nave sta affondando e quindi, quando ciò accade, non si sta tanto a guardare per il sottile. Purtroppo, e credo non sia solo un'impressione di Bückler, se questi sono i provvedimenti, qualcuno continuerà beatamente a gozzovigliare in prima classe, con orchestra annessa, mentre altri dovranno fare i soliti duri sacrifici per tenera a galla la baracca. Mi sto riferendo naturalmente alla lotta all'evasione.
Un'analisi veloce.
CONDONI: La prima misura è in pratica un non misura. I condoni escono dal lessico politico. Bene, ma non dimentico che la stessa frase è stata pronunciata da tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi 40 anni.
TRACCIABILITA': Ritengo l'asticella a 1.000 euro ancora relativamente alta.
Più giusto sarebbe stato scendere a 300 euro eliminando definitivamente, come già fatto in altri Paesi, la circolazione delle banconote da 500 euro.
Prima di dire che è sbagliato qualcuno pensi al grado di corruzione (stimata in 60 miliardi l'anno) che ha ancora questo Paese Nemmeno la frase pronunciata dal viceministro Grilli per spiegare il provvedimento mi soddisfa. Non basta dire "E' intenzione del governo sollecitare il mondo bancario e i provider a una "revisione delle commissioni per i pagamenti elettronici". Era meglio subordinarlo allora, visto che non ci devono essere, in questo caso, commissioni di qualsivoglia.
SCUDO FISCALE : Si chiedono 2,1 miliardi agli evasori e il resto ai soliti noti. Se proprio bisognava rompere i patti, tanto valeva romperli del tutto con una richiesta superiore.
GRANDI PATRIMONI : Testualmente da Monti. "con i ministri avevamo pensato di dichiarare che mettiamo subito all'opera dei meccanismi conoscitivi nuovi che ci permetteranno tra due anni di avere un'imposta come quella francese sulle grandi fortune: avremmo ottenuto forse tra due anni un po' di gettito, ma oggi avremmo avuto un po' di fuga...". Che dire. Mi sembra chiaramente una resa di cui avremmo sinceramente fatto a meno.
IRPEF: Non aumenterà. A parte un aumento di quella regionale che passerà dallo 0,9" all'1,23%. Ci dicono che servirà a compensare il mancato gettito IRAP relativo all'assunzione di giovani e donne. Della serie, io do una cosa a te, tu dai una cosa a me, ma sempre tra i soliti. Noti purtroppo.
COSTI DELLA POLITICA: Cosa c'entra col Fisco? Niente. Tanto non c'e altro da aggiungere.
Caro direttore, vero che questa manovra andrà valutata nel suo complesso.
Vista la situazione e il futuro già scritto (leggi aumenti Iva, Imu, Ici, accise e quant'altro) direi che il lavoro necessario a tenere a galla la nostra nave sia appena cominciato. Credo però, e Bückler lo ripeterà finché avrà fiato, non è giusto che, mentre qualcuno cerca disperatamente di tapparle una volte per tutte ste benedette falle, qualcun altro se ne stia comodamente sdraiato in cabine di prima classe a sorseggiare champagne.
Un caro saluto e a presto.

Johannes Bückler


Corriere della Sera 07 dicembre 2011 - leggi >>>>>


venerdì 25 novembre 2011

Elogio della Finanzia (che stana gli evasori)

Caro Direttore,
sembra passata un’enormità di tempo dall’ultima lettera di Bückler e non solo in senso letterale. Credo sia doveroso iniziare con un augurio al nuovo governo con la speranza che nei prossimi provvedimenti oltre al rigore e allo sviluppo, un posto sia riservato all’equità. Sono fiducioso.
Alcuni lettori mi hanno inviato mail del tipo <>.
Oggi però le scrivo per fare qualcosa che difficilmente si vede in questo Paese.
Che cosa? Smetterla di occupare parcheggi per invalidi senza averne il diritto?
Smetterla di alzare gli abbaglianti quando c’e’ un posto di blocco?
Smetterla di raccontare barzellette sui carabinieri quando l’unica barzelletta è lo stipendio che percepiscono rispetto al rischio che corrono?
No, niente di tutto questo.
Oggi voglio fare un elogio pubblico.
Un ELOGIO ALLA GUARDIA DI FINANZA.
Ok, lo so che non è usuale. Lo so che ultimamente la difesa delle istituzioni era diventata un optional. Però fra notizie di crisi, debiti, spread, tangenti, sui media spiccano notizie che fanno ben sperare. Leggo. La GDF scopre una maxi evasione a Torino per 100 milioni di euro.
Scoperta dalla GDF un’evasione fiscale per 15 milioni e un'altra per 5 milioni a Bergamo. Imprenditore smascherato dalla GDF di Brescia dichiara di non aver mai pagato tasse da 20 anni. Per non parlare di una coppia di Venezia che dichiarava 6 euro (sì, proprio 6 euro) e la GDF ha scoperto tasse non pagate per 11 milioni di euro.
Capisce, caro Direttore, quando Bückler parla di dichiarazione dei redditi che non corrispondono alla realtà?
Comunque, tornando all’elogio, questi successi della GDF, se da una parte denotano quanto siano radicati certi comportamenti, dall’altra sembrano far intendere che qualcosa si stia muovendo.
Non fosse altro per la reazione di rabbia e non di giustificazione che ha avuto questa volta la maggior parte dei cittadini.
Magari ci sarà ancora qualcuno che di fronte a fatti di questo genere alzi la voce invocando <>, ma in questo caso prendendo spunto dal grande Totò, Bückler risponderebbe: MA MI FACCIA IL PIACERE!!!!

Un caro saluto

Johannes Bückler


Corriere della Sera 25 novembre 2011 - Leggi >>>>>