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mercoledì 24 luglio 2013

E lo chiamavano governare (3)


14 Gennaio 1983
362.000 miliardi di lire.
Tanto ormai il debito da rinnovare.
Quello che lascia stupiti è che la metà sono stati contratti nei prima 115 anni dall’Unità d’Italia.
L’altra metà negli ultimi quattro anni. Già.
A questo si aggiunge che le aste dei Bot e Cct sono quasi sempre un fiasco, tanto che ormai la metà rimane invenduta.
Ma torniamo a quei 2000 miliardi da trovare, il tempo stringe. Possono i politici fermarsi di fronte a così poco?
Infatti Goria ha un’intuizione “E se facessimo una leggina per ampliare il fido? Aumentiamo quel benedetto 14%, lo portiamo al 16% e chi si è visto si è visto.
"Già, ma poi la Banca d’Italia chi la sente?
E poi quel 2% basta? Se quelli là non ci comprano i titoli invenduti siamo punto e a capo. Qui ci vuole un’idea”. Ed eccola. Si chiama “Anticipazione Straordinaria”. Soldi che la Banca d’Italia può prestare per un anno. Ottimo, per prendere un po’ di tempo è la soluzione migliore. E dove li va a prendere? Semplice. Si “stampano” dal niente. Soldi che non rappresentano certo la ricchezza del Paese.
Quindi se la ricchezza è sempre la stessa, ma i soldi sono di più, ce ne vogliono sempre di più per comprarla.
Come si chiama questa cosa? Aspettate, ah sì, inflazione.
E che vuoi mai che sia un punto di inflazione.
Certo, come no. Il 1982 si è chiuso con un’inflazione del 16,5% e giusto ricordare che la promessa del governo è di riportarla almeno al 13.
Però il 26 gennaio (ultimo giorno di rientro del fido) si avvicina, accidenti.
Non c’e tempo da perdere. E così Goria ha appena portato in Parlamento il disegno di legge con cui la Banca d’Italia è autorizzata a concedere al tesoro un’anticipazione straordinaria di 8mila miliardi di lire. E avanti.


Naturalmente la Banca d’Italia obbedirà, ma non le mandò a dire e definì quello strumento “Un vero e proprio strumento da tempi di guerra per finanziare l’incapacità del governo e il Parlamento di arginare il dilagante deficit pubblico che alimenta l’inflazione. Ricordiamoci tutti che la Banca Centrale non deve ridursi a una tipografia che stampa carta moneta ricadendo nei rapporti medievali tra il Re e il suo banchiere. E’ assolutamente sbagliato immettere nel sistema carta straccia anziché ricchezza”.
Già, ma il consenso era più  importante. Anche se di carta straccia.
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L'enorme debito pubblico che abbiamo (che blocca il Paese) non è la conseguenza di chissà quali oscuri complotti, ma il risultato matematico dell’operato di governi con la complicità di buona parte del Paese.
Quei governi stavano mangiando il futuro dei nostri figli e a tutti stava bene.
Proprio a tutti no, ma questa è un'altra storia.

Johannes Bückler

E lo chiamavano governare. (1) (2) (3) (4)

Alla prossima...

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