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mercoledì 12 settembre 2012

Una serata d'evasione.

Non amo le rimpatriate.
Di solito si finisce per fare solo del pettegolezzo.
Ma sono istruttive, quello si e dell’evasione fiscale un’autentica fotografia a colori.
Perché fra tanta gente che le tasse le paga, c’è la solita parte, allergica e refrattaria al proprio dovere di cittadino.
C’è il docente, due lauree, che per le sue lezioni private predilige un colore: il nero naturalmente.
C’è il lavoratore dipendente, che non si lamenta del turno in fabbrica, perché gli permette di fare qualche oretta di straforo.
L’architetto che fa regolare fattura, ma ogni tanto si dimentica di denunciarla e sommarla al proprio reddito.
L’avvocato che spera sempre che le sue cause durino anni, perché il tempo non guarisce solo tutti i mali, ma anche i pagamenti in nero e le sottofatturazioni.
Il carrozziere, al quale sembra sia scappata una lacrima ritrovando l’ultima ricevuta fiscale emessa anni prima.
C’è l’artigiano che ripete da sempre che il lavoro è importante, ma mai come un buon commercialista al seguito.
C’è il parrucchiere, che si lamenta di non poter assumere un garzone e non comprende perché per giustificarlo debba cominciare a fare qualche ricevuta.
C’è il libero professionista che non vede l’ora che la politica si riappropri del suo ruolo, perché in fondo, con loro, un condono ci scappava sempre.
C’è un imprenditore che finalmente è riuscito a delocalizzare la sua azienda in Serbia.
Perché lì le tasse sono basse, non come da noi.
Ma non si capisce (o forse si capisce perfettamente) perché al primo mal di pancia sia tornato in Italia a farsi curare.
C’è l’idraulico, che pare sia rimasto intossicato dalla polvere spostando documenti fiscali.
C’è anche un caro amico, pensionato, che fa sempre la solita domanda: come spacciarsi per un gioielliere per pagare meno tasse.
Insomma, una serata tranquilla, rotta come sempre da un brindisi: il solito, al grido de “I politici sono tutti ladri”.
Certo, come no. Prosit.
Un caro saluto
Johannes Bückler

martedì 25 ottobre 2011

Lavoro dipendente - Lavoro privato

Sabato sera ero a una cena in un locale con molta gente allegramente seduta a conversare del più e del meno. Verso la fine della cena mi sono permesso di far circolare per i tavoli fotocopie tratte dal tuo blog Buckler, per fare pubblicita' dello stesso.
Per poco non ne è uscita una rissa tra dipendenti, dirigenti di azienda a busta paga da una parte e liberi professionisti, commercianti e industriali dall'altra. Proventi esentasse da evasione fiscale che i primi rinfacciavano ai secondi, le certezze di incasso e le tutele che i secondi rinfacciavano ai primi.
Ti assicuro che non si è arrivati alle mani per un nulla e quindi, in proiezione sociale futura,questo dimostra quanto sia sentita questa crisi e quanto sia grande lo spauracchio di uno scontro tra le varie classi.
La mia convinzione che ti giro è che tutti dal Presidente della Repubblica, ai politici, agli industriali, ai commercianti e artigiani, ai dirigenti, ai bancari, agli operai, ai dipendenti pubblici, statali e di ditte private, tutti indistintamente dovevamo andare a fare un lavaggio di cervello nel passaggio da lira a euro e cosi' entrare nella nuova moneta con una testa non ancorata al passato. Questo ci avrebbe aiutato tutti a capire che è cambiato il mondo, come sostengo io, e questo nuovo mondo non ha nulla a che vedere con quello di prima, quindi bisogna cambiare radicalmente tutto il nostro modo di vivere o verremo travolti inesorabilmente.
Che poi un dipendente abbia una busta paga decurtata del 50 % per tasse e che quindi le paga al 100 % è vero e sacrosanto come pure che comunque uno stipendio lo prende e ha organi sindacali a sua tutela e supporto.
Che un imprenditore abbia costi di personale e di struttura che oggi non vengono più coperti da un mercato che non c'è piu' è altrettanto vero, come pure che non ha nessuna tutela in caso di insolvenza di clienti o truffe o fallimenti.
Io non voglio assolutamente giustificare l'evasione fiscale, è un danno immenso a tutti noi, ma manca nelle scuole l'insegnamento di educazione civica a spiegare fin da piccoli ai cittadini italiani che pagare le tasse è un dovere perché paghiamo ciò che usiamo tutti i giorni come scuole, strade, assistenza sanitaria, servizi sociali, forze di polizia, etc.
Purtroppo è a conoscenza di tutti che ci sono commercianti ed artigiani che non rilasciano ricevute o scontrini come paradossalmente è altrettanto vero che altri di loro che li emettevano sono stati costretti a chiudere sia per concorrenza sleale di chi non li emetteva sia perché i cittadini preferiscono non pagare l'iva e avere sconto netto subito.
D'altra parte con questi politici parlare di dare ai cittadini la possibilità di poter scalare l'iva e avere benefici sociali presentando i pagamenti è pura utopia.
Rassegnamoci alla fine inevitabile.

Un tuo affezionato Bückler