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lunedì 3 novembre 2014

E lo chiamavano governare (13)


Craxi II

Ottobre 1986 - Finanziaria ’87 

7.500 miliardi di soli investimenti e 750.000 posti di lavoro. Tra gli investimenti una trentina di progetti triennali per piccole e grandi imprese. Per esempio 124 miliardi al Ponte sullo Stretto (sich!), 400 miliardi alla tangenziale di Napoli, 120 miliardi al prolungamento della metropolitana di Roma, 80 al recupero del barocco siciliano e 2.700 miliardi a progetti “non definiti ” della regione Calabria (che tradotto significava stipendi a forestali che li incassavano persino da latitanti).

Questo l’ambizioso obiettivo del governo per i prossimi 3 anni. Il ministro del lavoro Gianni De Michelis l’ha appena definito “lo sforzo più grande dall’Unità d’Italia”. Non è dello stesso parere la Corte dei Conti che in audizione alla Commissione Bilancio definisce invece la manovra”troppo asciutta”. Inoltre mancano tutte le misure operative che rendono il giudizio praticamente impossibile. La riunione si è chiusa con un problema e un giallo. Il problema: le Regioni vogliono altri soldi per finanziare programmi di sviluppo. Servono quindi altri 1.000 miliardi. Il giallo: dalla Finanziaria sono spariti 4.000 miliardi destinati al Sud. Erano 7.800, ma sulla tabella ora c’è scritto 3.800 miliardi. Un giovane medico napoletano, Presidente della commissione Bilancio, definisce la cosa “vergognosa”. Il suo nome? Paolo Cirino Pomicino.

Di Paolo Cirino Pomicino si è scritto molto. Da Presidente della Commissione Bilancio era solito tenere congelata la finanziaria per un mesetto. Quando ne usciva, non era più la stessa. O meglio, i saldi erano gli stessi, anche se c'era sempre qualcosa in più. Nella finanziaria ’87 il deficit programmato era 100.000 miliardi? Lui "rimodulava", ma sempre per 100.000 miliardi di deficit. (C'è da dire che come modulava lui non modulava nessuno). A saldo invariato riusciva però a inserire sempre qualche migliaio di miliardi per Napoli e la Campania. C'era la voce “Metropolitane”? E lui  aggiungeva 50 miliardi per quella di Napoli. “Borse di studio”? E lui ne inseriva 3.500 al Sud e così via. Il Sole 24 Ore definiva questa modulazione “l’effetto Pomicino”. 

24 ottobre 
Dopo il sì della Commissione, la Finanziaria approda oggi in aula. Pomicino ha dichiarato”Il quadro della compatibilità finanziaria è stato mantenuto". Il fabbisogno dello Stato resta fermo a 100.000 miliardi (bontà loro). Anche Goria è soddisfatto. La parola d’ordine della finanziaria è: “freno alle rivendicazioni salariali e rilancio degli investimenti pubblici (soprattutto a favore del Mezzogiorno). Quale clima troverà il passaggio in aula? Difficile dirlo. Vedremo. Anche alla luce dei 600 emendamenti previsti da parte del Pci.

Mentre Goria parlava di “freno alle rivendicazioni salariali:”l’Ufficio di Presidenza di Montecitorio pensò bene di aumentare gli stipendi a tutti i Parlamentari. 

La sola indennità salì a 6.195.000 più 500.000 al mese per rimborso taxi (di più se abitava a più di 50 km da un aeroporto), ai quali venivano aggiunti 830.000 Lire di diaria, più 300 francobolli (al mese), più 10.000 scatti telefonici l’anno. Inoltre la Presidente della Camera ottenne un’indennità aggiuntiva di 4.500.000 al mese lordi. Di più. I deputati poterono avere degli assistenti. La spesa stanziata per il 1987 fu di 20 miliardi di Lire. 


4 Novembre 
Due parole sulle “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” così si chiama, in effetti, la Finanziaria.

Alcuni stanziamenti: 70 miliardi per il 1987 e 80 miliardi per il 1988  e il 1989 al…terremoto del Belice. (avvenuto nel 1968).
4.464 miliardi per ripianare i debiti delle aziende di trasporto. 710 miliardi per costruire alloggi ai dipendenti delle Ferrovie. 710 miliardi per riequilibrare bilanci delle Ferrovie (e la possibilità di indebitarsi per altri 10.000 miliardi). D’altronde Ligato ha appena promesso che il sistema ferroviario (con questi soldi) avrà carrozze televisori e telefoni in ogni cabina e treni turistici con dancing e sale convegno. (Vedremo). 1.054 miliardi per il fondo pensioni ai ferrovieri. 870 miliardi per la riparametrazione degli stipendi dei dipendenti delle Usl. I 2.700 miliardi alla Calabria. 160 miliardi per ripianare debiti di ospedali. 153 all’editoria. 40 milioni alla ceramica artistica (??’). 5 miliardi per la chiusura dei giardini zoologici. 1.400 miliardi per la ristrutturazione dell’amministrazione finanziaria. 2.193 miliardi per “il riordino dei ruoli” del personale Anas e 1.225 per quelli dell'Aima. 2.384 miliardi + 4.560 miliardi nei due anni successivi per gli aumenti contrattuali dei dipendenti pubblici. E così via.

Un capitolo a parte meritano i soldi destinati al Mezzogiorno. Tra questi la “Gestione fuori bilancio per gli eventi sismici nel Mezzogiorno”. Sono 17 leggi con centinaia di centri di spesa libere di spendere a piacimento. Tra queste la famigerata 219 del 1981.
Al Titolo VIII si occupa della ricostruzione di 20mila senzatetto a Napoli. All’inizio sono stati stanziati 1.500 miliardi di Lire.
Nel corso del tempo le autorizzazioni a spendere sono arrivate sino a 11.000 miliardi. Quanto fa 11.000 miliardi diviso 20.000 case? Ecco, appunto. Fanno 550 milioni a testa. Niente male per una casa. Quante di queste case sono state costruite a oggi? Praticamente nessuna. I soldi sono stati spesi per altro. Questo non ha impedito di inserire nella finanziaria '87 altri 1.792 miliardi per il 1987 e 530 miliardi per il 1988 destinati a costruire sempre i 20.000 alloggi. (Più altri 1.700 miliardi per la costruzione di altri alloggi colpiti dal sisma)

14 novembre 
Nella finanziaria non è incluso il contratto dei medici ospedalieri. Ecco perché. Il governo ha appena trovato 700 miliardi per chiudere il negoziato per il contratto dei medici ospedalieri.
Corrisponde a una rivalutazione degli stipendi del 35% per i medici a tempo pieno e del 20% per quello a tempo definito. Purtroppo, per il governo, le 11 sigle dei sindacati autonomi hanno risposto picche. Quell’aumento è troppo poco. Ormai è scontro non solo col Governo, ma anche con i sindacati confederali. La situazione è confusa anche se Donat-cattin e Gaspari hanno incontrato Pizzinato. Marini e Benvenuto che rappresentano Cgil, Cisl e Uil. Se non si trova una soluzione, i medici minacciano scioperi a oltranza.
 
15 novembre 
L’accordo per la spartizione delle banche, tra i partiti di governo. è vicino.
La sollecitazione del Presidente della Repubblica e soprattutto il via libera dell'assegnazione della Cariplo alla Dc, ha sbloccato il tutto.
La spartizione è stata giudicata da tutti “compiuta con estrema correttezza e scrupolo costituzionale”. (ma quando????)






Sono convinto che questa Finanziaria debba essere incorniciata e lasciata ai posteri. Un giorno, quando i nodi verranno al pettine, (e verranno) qualcuno leggerà il testo (e soprattutto le tabelle allegate) e capirà. Anche se troppo tardi.


Riguardo i soldi stanziati per il terremoto intervenne la Corte dei Conti (anche se con la solita bacchettata inutile). Fece sapere al Paese che tutti quei soldi erano serviti a pagare interventi senza nessuna logica, senza controlli e senza risultati. Informò tutti (invano) che gestioni chiuse da 4 anni continuavano a spendere invece di restituire i soldi. Che 800 organismi delegati a spendere per il sisma non avevano ancora fornito un rendiconto. Che soldi destinati a ricostruire erano stati usati per pagare straordinari (effettuati? Non si sa). Ci raccontò che a Napoli su 27 infrastrutture che dovevano costruire abitazioni solo due avevano cominciato a fare qualcosa. Che per la ricostruzione delle industrie colpite da sisma erano già stati spesi 1.700 miliardi. A fronte di 1.030 miliardi stanziati. Che invece di ricostruire, i finanziamenti si erano persi in mille rivoli, in mille centri di spesa senza rendiconti. Insomma. Che migliaia di miliardi erano stati gettati al vento. Una cosa però la Corte dei Conti non ci disse: che molti altri miliardi si sarebbero aggiunti in futuro.

Qualcuno vorrà sapere come andò a finire la trattativa sugli aumenti ai medici ospedalieri. Ricordate? Era stato offerto loro un aumento del 35% per i medici a tempo pieno e del 20% per quelli a tempo definito. Ma i sindacati autonomi (11 sigle) avevano risposto che era troppo poco. Dopo due mesi di scontri ottennero… il 41% di aumento i primi e il 26% i secondi. Non solo. Tutti sapevano che era malcostume per molti medici "quello di preoccuparsi poco della sanità pubblica e molto dei loro studi privati". Nella trattativa fu inserito allora una sanatoria per questo malcostume fatto di soprusi e malversazioni, Anzi, persino una selva di promozioni a tutto campo.
Goria si rifiutò di firmare perché disse:“significherebbe premiare i furbi a danno degli onesti”. Il contratto però fu firmato (da altri) il 30 aprile dell’anno dopo. Fu stralciata la parte della sanatoria, ma tutti sapevano che il motivo era uno solo: quello di poterne allargare le maglie. Più furbi sanati più voti. Elementare!



Al prossimo assalto alla diligenza…

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L'enorme debito pubblico che abbiamo (e che blocca il Paese), non è la conseguenza di chissà quali oscuri complotti, ma il risultato matematico dell’operato di governi con la complicità di buona parte del Paese.
Quei governi stavano mangiando il futuro dei nostri figli e a tutti stava bene.
Proprio a tutti no, ma questa è un'altra storia.

E lo chiamavano governare. (1) (2) 3 (4) (5) (6) (7) (8) (9) (10) (11) (12) (13) (14)

giovedì 30 ottobre 2014

E lo chiamavano governare (12)


La democrazia del deficit.

8 agosto 1986 
Oggi il secondo Governo Craxi ha ottenuto la fiducia alla Camera dopo quella al Senato. E’ il quarantatreesimo governo della Repubblica, il secondo della IX legislatura. Craxi sa benissimo che può continuare a occupare quella poltrona solo perché De Mita ha deciso che andare a elezioni in questo momento non gli conviene. Ancora troppo alto il  consenso nel Paese del Presidente del Consiglio e poi tra poco c’è la finanziaria...
Ma una cosa è certa: lo stesso De Mita gli ha fatto capire in più occasioni che  tra sei mesi deve togliersi dalle scatole. La Democrazia Cristiana deve tornare alla guida del Paese. Costi quel che costi.

27 agosto 
Oggi si è riunito il governo per iniziare a discutere della nuova finanziaria. Sono presenti Craxi, Goria, Visentini, Romita, De Michelis e il liberale Zanone.
Dando uno sguardo al passato (per quanto riguarda la spesa pubblica) hanno poco da stare allegri.

Nella finanziaria ’85 il deficit era stato fissato a 96.300 miliardi. A Febbraio era stata ritoccato a 99.900 miliardi. A settembre (e avevano giurato tutti che questo sarebbe stato l’ultimo ritocco) a 106.700 miliardi. L’anno si era chiuso a – 112.000 miliardi. Un buco pari a un terzo delle spese. La vera democrazia del deficit. Spendere 350.000 miliardi quando ne incassi meno di 250.000. Grandi. 

Craxi ha detto basta. Per il 1987 il deficit deve essere fissato assolutamente a 100.000 miliardi, non una lira di più, non una lira di meno. Non solo. Questa finanziaria, dice, deve essere ricordata come l’inizio di un risanamento totale. Interventi strutturali di riduzione della spesa, meno sprechi, eliminazione di distorsioni e privilegi dello stato sociale.
Tutto per liberare risorse da destinare all’occupazione.
Per ridurre sprechi e privilegi non bisogna nemmeno andare tanto lontano. Esiste o no la Commissione tecnica per la spesa pubblica?
L’ultimo documento sul tavolo del Governo riporta risparmi per: 16.000 miliardi nel ’86, 19.000 nel 1987, 22.000 nel 1988 e 24.000 miliardi nel 1989.
Le principali proposte per la riduzione della spesa consistono in: niente pensioni di reversibilità per chi percepisce due o più pensioni (salvo le minime), aumento dell’età pensionabile fino ad arrivare a 65 anni per gli uomini e 60 per le donne, pensioni di anzianità solo a chi ha lavorato almeno 25 anni (di contributi), controlli su tutte le esenzioni nella sanità. Per esempio: ci sono almeno due milioni di falsi invalidi e a questi dobbiamo dire basta. E poi ci sono i repubblicani e i liberali che spingono alla privatizzazione di Ina e Enel.

10 Settembre
I buoni proposti di riduzione della spesa si sono già arenati. Ma si sapeva. Tra pochi mesi ci sono le amministrative e sicuramente le politiche (De mita docet). Quindi? Cosa può fare la Dc? Assecondare Craxi e i suoi intenti di risanare il Paese e aumentargli a dismisura il già alto consenso? Giammai. Goria ha appena suggerito a Craxi di volare basso. Lui è democristiano, e questo si sa, ma è soprattutto a capo della Commissione tecnica della Spesa Pubblica (ed è il pupillo di De Mita, ma questo evita di dichiararlo). “Si fa presto a dire: niente pensione a chi non ne ha diritto”. Si fa presto anche a dire”privatizziamo”, o peggio “risaniamo la sanità”.

Quando un politico parla è necessario usare il traduttore automatico di politichese. Se Goria dice “si fa presto a dire risaniamo la sanità”, significa: “come puoi pretendere di farlo se le Usl, il ministero e tutto quello che riguarda la sanità è in mano al mio partito, la Democrazia Cristiana?” Così è più chiaro? 

20 settembre 
Tutto è fermo. In questo momento ci sono cose ben più importanti del risanamento del Paese. Per esempio le nomine delle banche pubbliche. Il mandato triennale è scaduto e come al solito è iniziato il ballo delle spartizioni. Di poltrone naturalmente.
Una cinquantina di banche pubbliche quindi presidenti, vice, amministratori delegati da nominare. Di regola non si sta troppo a guardare per il sottile: un posto a me, uno a te, un posto a un amico mio, uno posto a un amico tuo. E via così. Niente di complicato.
Questa volta però i socialisti si sono presentati un tantino più preparati. Un bel manualetto dove le banche sono state suddivise per “peso politico”. “E’ ora di finirla di assegnare le banche a caso., dicono, cerchiamo di essere più precisi”.
I socialisti non hanno fatto in tempo a cantare vittoria. Il Cicr (Comitato interministeriale per il credito e il risparmio), sede istituzionale delle nomine, non ha accettato il manualetto. Chissà perchè. (Goria, ministro del Tesoro democristiano che presiede il comitato non vi dice niente?)

30 settembre 
Oggi Goria ha fatto una dichiarazione. Una delle sue. Ha appena avvertito il Paese che da questo momento gli interessi sui titoli pubblici (ad oggi esentasse) saranno tassati del 12,50% (metà rispetto agli altri depositi). Però ha aggiunto: "gli italiani non si devono preoccupare, non perderanno niente. Quello che perdono con le tasse gli verrà restituito aumentando gli interessi". Bingo.
In un colpo solo Goria è riuscito a far arrabbiare tutti. Cittadini compresi. Ma come, solo poco tempo fa aveva bollato come inutile scorciatoia la stessa proposta fatta dal premio Nobel Modigliani e ora…

2 ore dopo  - Goria, ha cominciato a fare marcia indietro. Saranno tassati solo i titoli futuri. Ah beh….
4 ore dopo - Goria esclude la tassazione dei Bot.

Si scoprì che in realtà la proposta era di Visentini. che aveva mandato in avanscoperta Goria.

Quindi, ricapitolando: per mesi il Ministro del Tesoro dichiara che tassare i Bot è inutile. Poi (sollecitato da Visentini) dichiara che bisogna tassare i Bot. Poi dichiara “solo quelli futuri”. Poi dichiara che non cambierà niente perché saranno aumentati gli interessi. Poi che non se ne farà più niente. Come fai uno così a non nominarlo Presidente del Consiglio? Infatti tra poco...

Mentre si discute della finanziaria del 1987 il 1986 si è chiuso (così dicono e scrivono) come l’anno migliore per la finanza pubblica degli ultimi vent’anni (ma si  è rispettato solo il deficit previsto...). La finanziaria ’86 aveva fissato il deficit in 110.000 miliardi. Si è arrestato a 109.830 miliardi. Naturalmente non è tutto merito del governo. Produzione in aumento, calo del prezzo del petrolio e inflazione in ribasso...Insomma, era il minimo. Anche se…

In realtà , mentre alla fine del 1985 il disavanzo di cassa e di competenza era praticamente alla pari, nel 1986 il disavanzo di competenza era superiore di ben 27.000 miliardi. Spese in circolazione che prima o poi……

Come sarà la finanziaria '87? Riuscirà Craxi a rispettare gli impegni presi? Difficile dirlo. Certo non è facile quando sai che te ne devi andare tra pochi mesi. 
Il 3 ottobre sull'Avanti uscì un corsivo a firma Ghino di Tacco (alias  Bettino Craxi) dove dichiarava che "il patto della staffetta non esiste e non è mai esistito". In pratica non esisteva nessun accordo per far succedere a marzo un democristiano alla guida del Paese. La replica di Mastella (stretto collaboratore di De Mita) fu un laconico "No Comment". 

L'accordo forse non esisteva, ma tutti sapevamo come sarebbe andata a finire. Lo aveva detto De Mita. E lui non scherzava mai.


Al prossimo assalto alla diligenza…

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L'enorme debito pubblico che abbiamo (e che blocca il Paese), non è la conseguenza di chissà quali oscuri complotti, ma il risultato matematico dell’operato di governi con la complicità di buona parte del Paese.
Quei governi stavano mangiando il futuro dei nostri figli e a tutti stava bene.
Proprio a tutti no, ma questa è un'altra storia.

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mercoledì 24 luglio 2013

E lo chiamavano governare (3)


14 Gennaio 1983
362.000 miliardi di lire.
Tanto ormai il debito da rinnovare.
Quello che lascia stupiti è che la metà sono stati contratti nei prima 115 anni dall’Unità d’Italia.
L’altra metà negli ultimi quattro anni. Già.
A questo si aggiunge che le aste dei Bot e Cct sono quasi sempre un fiasco, tanto che ormai la metà rimane invenduta.
Ma torniamo a quei 2000 miliardi da trovare, il tempo stringe. Possono i politici fermarsi di fronte a così poco?
Infatti Goria ha un’intuizione “E se facessimo una leggina per ampliare il fido? Aumentiamo quel benedetto 14%, lo portiamo al 16% e chi si è visto si è visto.
"Già, ma poi la Banca d’Italia chi la sente?
E poi quel 2% basta? Se quelli là non ci comprano i titoli invenduti siamo punto e a capo. Qui ci vuole un’idea”. Ed eccola. Si chiama “Anticipazione Straordinaria”. Soldi che la Banca d’Italia può prestare per un anno. Ottimo, per prendere un po’ di tempo è la soluzione migliore. E dove li va a prendere? Semplice. Si “stampano” dal niente. Soldi che non rappresentano certo la ricchezza del Paese.
Quindi se la ricchezza è sempre la stessa, ma i soldi sono di più, ce ne vogliono sempre di più per comprarla.
Come si chiama questa cosa? Aspettate, ah sì, inflazione.
E che vuoi mai che sia un punto di inflazione.
Certo, come no. Il 1982 si è chiuso con un’inflazione del 16,5% e giusto ricordare che la promessa del governo è di riportarla almeno al 13.
Però il 26 gennaio (ultimo giorno di rientro del fido) si avvicina, accidenti.
Non c’e tempo da perdere. E così Goria ha appena portato in Parlamento il disegno di legge con cui la Banca d’Italia è autorizzata a concedere al tesoro un’anticipazione straordinaria di 8mila miliardi di lire. E avanti.


Naturalmente la Banca d’Italia obbedirà, ma non le mandò a dire e definì quello strumento “Un vero e proprio strumento da tempi di guerra per finanziare l’incapacità del governo e il Parlamento di arginare il dilagante deficit pubblico che alimenta l’inflazione. Ricordiamoci tutti che la Banca Centrale non deve ridursi a una tipografia che stampa carta moneta ricadendo nei rapporti medievali tra il Re e il suo banchiere. E’ assolutamente sbagliato immettere nel sistema carta straccia anziché ricchezza”.
Già, ma il consenso era più  importante. Anche se di carta straccia.
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L'enorme debito pubblico che abbiamo (che blocca il Paese) non è la conseguenza di chissà quali oscuri complotti, ma il risultato matematico dell’operato di governi con la complicità di buona parte del Paese.
Quei governi stavano mangiando il futuro dei nostri figli e a tutti stava bene.
Proprio a tutti no, ma questa è un'altra storia.

Johannes Bückler

E lo chiamavano governare. (1) (2) (3) (4)

Alla prossima...

domenica 6 gennaio 2013

E lo chiamavano governare. (1)


Oltre alla memoria (che al momento mi sostiene), ho un incredibile archivio di appunti, ritagli di giornale, note degli ultimi 40 anni.
A volte mi diverto (a dir la verità "diverto" non è la parola giusta) a ripercorrere gli anni che ci hanno portato a questo punto.

6 Gennaio 1983
Oggi è il giorno dell’Epifania. Roma si è svegliata soleggiata, accompagnata da un caldo inusuale per il mese di gennaio. Per la fretta non ho potuto fare colazione al solito bar e sono passato dalla caffetteria di Montecitorio. Cappuccino e brioche freschissima.
Ci vengo di rado, ma ogni volta faccio la stessa considerazione: pur avendo una miriade di privilegi questi hanno colazione e pranzo per poche decine di lire. Perchè?

Dopo pranzo il tempo è cambiato, ha cominciato a piovere, piove tutt’ora.
Il 1982 se n’è andato da pochi giorni con alcune note positive.
Per esempio la legge n. 646, del 13 settembre, nota come legge "Rognoni-La Torre".
Ha introdotto per la prima volta nel codice penale la previsione del reato di “associazione di tipo mafioso” (art. 416 bis) e la conseguente previsione di misure patrimoniali applicabili all’accumulazione illecita di capitali.
Il testo normativo trae origine da una proposta di legge presentata alla Camera dei deputati il 31 marzo 1980 (Atto Camera n. 1581), che aveva come primo firmatario l'on. Pio La Torre.
Alla formulazione tecnica hanno collaborato anche due giovani magistrati della Procura di Palermo, tali Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, sicuramente bravi magistrati di cui sentiremo presto parlare…

Amintore Fanfani è il nuovo Presidente del Consiglio. Nuovo è un eufemismo, essendo il suo V° governo.
Da poco più di un mese ha preso il posto di Giovanni Spadolini.
Al Governo ci sono Democristiani, Socialisti, Socialdemocratici e Liberali. E’ rimasto fuori il PRI e, come conseguenza, Giorgio La Malfa ha lasciato il Bilancio al Democristiano Guido Bodrato.
Al Ministero del Tesoro è arrivato un giovane, non ancora quarantenne. Un democristiano di Asti al suo esordio: tale Giovanni Goria…
Roma si è svegliata assonnata come sempre, ma oggi non è un giorno come gli altri. Sta per accadere un fatto incredibile, grave e assurdo: lo Stato sta per andare in rosso, e lo farà per la prima volta.

Per carità, lo Stato, con il suo conto corrente, riferito al Conto di Tesoreria presso la Banca d’Italia, è costantemente in rosso.
Su quel conto transitano, infatti, tutte le entrate e le uscite della Pubblica Amministrazione e quindi il rosso è il colore preferito da molto tempo, ma oggi lo Stato sta per fare qualcosa d’insolito: andrà fuori fido di 2 mila miliardi di lire più del consentito.

Già, più del consentito. Come se il consentito fosse poco.
Chissà cosa penserebbe la gente se sapesse che “il consentito” è esattamente di 43mila miliardi di lire, cioè il 14% della spesa prevista dal Bilancio di Previsione.
Bilancio di Previsione che è pari a 316mila miliardi di lire.
M'immagino invece le reazioni. Che cosa saranno mai 2 mila miliardi di lire rispetto a movimenti pari a un milione di miliardi di lire transitati su quel conto?

Povero Goria. Arrivato da poco e già con una grana del genere. E non è l’unica. Alla fine del mese servono 4mila miliardi per gli stipendi degli oltre 2 milioni e 200mila dipendenti statali.
Per fortuna (sua, ma non nostra) il condono che sana le evasioni delle imposte sui redditi, fa entrare 300 miliardi ogni mese nelle casse dello Stato, altrimenti…
Non sarebbe meglio far pagare le tasse a tutti invece di continuare a operare con condoni?

Oltretutto come farà il povero Goria di fronte alla situazione delle pensioni.
Servono 2mila miliardi per pagare le stesse pensioni alle persone con 40 anni di età.
Già, 40 anni di età e in pensione. Mi chiedo ogni giorno come si potrà sostenere uno stato sociale che manda in pensione ogni anno migliaia di ragazze di 35 anni (15 anni di contributi).
Ma non pensano al futuro?
250 mila pensionamenti anticipati nel 1982 e altrettante richieste quest’anno.
Gente che va in pensione dopo 20 anni di anzianità.
Accidenti, è normale che tutta questa gente continui a votare in una certa maniera.
Chi mai vorrebbe cambiare un sistema che ti garantisce questo…

Dicevo: che cosa saranno due mila miliardi di lire rispetto a movimenti pari a un milione di miliardi di lire transitati su quel conto?
Niente, se non fosse che Goria ha appena trovato sul tavolo una sorpresa: la Banca d’Italia non ha nessuna intenzione di pagare il “conto”…
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L'enorme debito pubblico che abbiamo (che blocca il Paese) non è la conseguenza di chissà quali oscuri complotti, ma il risultato matematico dell’operato di governi con la complicità di buona parte del Paese.
Quei governi stavano mangiando il futuro dei nostri figli e a tutti stava bene.
Proprio a tutti no, ma questa è un'altra storia.

Johannes Bückler

E lo chiamavano governare. (1) (2)